COME “STACCARE” LE ZECCHE DAL CANE E DAL GATTO

Le zecche sono parassiti molto pericolosi che trasmettono malattie a volte mortali e sono riconoscibili per la presenza di otto piccole zampe. Esse possono trovarsi attaccate alla pelle,sulle orecchie,sul collo,sulle zampe e tra le dita del cane e del gatto.

Si attaccano con il loro apparato boccale in qualsiasi parte del corpo del cane,specie sulla testa,sul collo e negli spazi delle dita e ne succhiano il sangue fino a gonfiarsi quanto un pisello.

E’ necessario prevenire questo pericolo con periodici controlli e regolari spazzolature specialmente quando si torna da passeggiate tra i boschi,e passare le dita delle mani leggermente contropelo alla ricerca di piccoli noduli,sporgenze,delle dimensioni di 2-10 mm in tal modo è possibile verificare la presenza delle zecche;

inoltre

è necessario usare con prodotti antiparassitari specifici, come per le pulci.

Sono i boschi,cespugli e campi erbosi gli ambienti preferiti delle zecche;esse salgono sui ciuffi d’erba ed attendono il passaggio di qualche animale a sangue caldo al quale attaccarsi.

Esistono due tipi di zecche,uno piccolissimo,massimo 2 mm. di colore violaceo,non molto frequente,che si attacca negli spazi interdigitali e sui bordi delle orecchie e un secondo che arriva fino a 1 cm. di colore rosso-marrone scuro,quasi nero per i maschi e grigio per le femmine,molto frequente, che compare nei periodi caldi.

Per staccare le zecche dalla pelle del nostro cane  con una pinzetta afferriamo delicatamente la zecca il più vicino possibile alla pelle del cane e facciamo una leggera trazione verso l’esterno, facendo attenzione che non si spezzi e che quindi rimanga l’apparato boccale attaccato alla pelle del cane.

Il maschio della zecca in genere si stacca subito,la femmina richiede più pazienza e un maggiore contatto con l’alcool.

Una volta staccata, la zecca non va buttata per terra e schiacciata, perché non faremmo altro che far proseguire il suo ciclo naturale ,che per partorire si stacca dall’animale, partorisce (oltre 500 uova) e muore:si intuisce che ne basta solo una per infestare un ambiente.

La zecca che abbiamo tolta dal cane va bruciata o immersa nell’alcool.

Il punto in cui si trovava la zecca,va poi disinfettato e trattato con una pomata antisettica.

Il tuo veterinario di fiducia saprà consigliarti l’antiparassitario più adatto per il tuo animale.

STERILIZZAZIONE GATTO MASCHIO, QUANDO, PERCHE' FARLA?

Se il gatto vive in casa, giunto all’età di sei mesi comincerà a sentire il richiamo delle femmine in calore e marcherà il territorio.

Ciò significa che comincerà a spruzzare urina in ogni angolo della casa.

E perché sterilizzare un gatto maschio che vive fuori?  Prima di tutto per tenere le nascite sotto controllo, almeno là dove sia possibile. Poi perché i gatti maschi lottano continuamente per le femmine e finireste per dover curare continuamente ascessi, graffi, ferite con antibiotici.

 Vale la pena di mettere a rischio la vita del proprio gatto? Oltre a questo c’è anche il fatto delle malattie virali trasmesse tramite l’accoppiamento, la FIV in primis

Proprio per evitare il diffondersi della malattia, sarebbe bene sterilizzare anche i gatti maschi che vivono fuori.



IL periodo ottimale per sterilizzare il gatto maschio sarebbe il raggiungimento del sesto, settimo mese di vita. A questa età il micio comincia ad andare in calore, a marcare il territorio spruzzando urina ovunque. Conviene sterilizzare il gatto prima che vada in calore per un semplice motivo: se il gatto inizia a marcare e noi lo sterilizziamo dopo che ha cominciato questa sua pratica, c’è il rischio che continui a fare pipì in giro. Perché? Beh, a questo punto non si tratta più del richiamo dell’accoppiamento, ma semplicemente che se il gatto si ricorda che andava a fare pipì sul divano o in quell’angoletto, dopo continuerà questa abitudine.
Grossi
effetti collaterali all’intervento di sterilizzazione del gatto maschio non ce ne sono.

 

Sono più che altro benefici per la sua salute: non marcherà il territorio, non andrà ad azzuffarsi con gli altri maschi per le femmine e via dicendo. L’unico problema è che tendono un po’ ad ingrassare, ma più che altro perché esageriamo noi a dargli da mangiare. Un gatto che vive in casa e che non ha più la sfera riproduttiva a cui pensare, vivrà per il cibo. Vi chiederà da mangiare venti volte al giorno e se gliene diamo venti volte al giorno è ovvio che ingrassa. E magari scambiamo la richiesta di attenzioni per una richiesta di cibo. Discorso a parte merita il tipo di crocchette dato. Un gatto maschio sterilizzato potrebbe sviluppare più facilmente calcoli e cistiti, andando incontro anche a blocchi vescicali. E’ dunque importante dare solo crocchette di buona qualità al gatto, quelle con basso contenuto di minerali, specie il magnesio, onde evitare di sviluppare uroliti.

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Intervista sull'Eco dello Jonio - Agosto 2015

Con lo scopo di informare e sensibilizzare sempre di più la popolazione sul tema del benessere degli animali, la dottoressa Jole de Falco è stata intervistata dal periodico "L'Eco dello Jonio", disponibile gratuitamente in tutto l'alto Jonio Calabrese.

Qui sotto potete leggere l'intervista alla Dottoressa De Falco.