LEISHMANIOSI. DIAGNOSI E CURA

Questa informativa vuole essere un serio spunto di riflessione per i proprietari di cani che vivono in zona endemica per Leishmaniosi canina (la Calabria lo è) e metterli al corrente sul reale stato dell’arte riguardo alla


DIAGNOSI CLINICA DI LEISHMANIOSI CANINA.

 

Il bacino del Mediterraneo è una zona endemica per la LEISHMANIOSI CANINA, malattia infettiva causata da un protozoo del genere Leishmania e trasmessa da un piccolo insetto vettore attraverso il suo pasto di sangue sull’animale.

Questo indica in parole molto più semplici che la malattia è costantemente presente in queste aree ed è presente anche l’insetto vettore che la trasmette (il flebotomo… un piccolo dittero chiamato volgarmente pappatacio).

sintomi della malattia spesso sono subdoli o inconsistenti, quali la debolezza, la diminuzione dell’appetito o più semplicemente una diminuzione della normale attività fisica. Altre volte sintomi ben più gravi quali l’aumento del consumo d’acqua, ingrossamento dei linfonodi o sintomi oculari (uveite, cheratocongiuntivite), passano del tutto inosservati al proprietario medio.

In questa breve informativa vogliamo centrare il punto su quei soggetti senza sintomi apparenti e che si presentano dal veterinario per tutt’altro, magari per la vaccinazione annuale e nei quali il veterinario propone, (a volte è il proprietario stesso a richiedere), accertamenti per escludere la presenza della Leishmaniosi canina.

Il problema quindi si pone maggiormente in quei cani senza sintomo alcuno (asintomatici) e che risultano sieropositivi ad un controllo sierologico.

Chi utilizza la sierologia quale metodo principale d’indagine diagnostica può ottenere due risultati: POSITIVO (a titoli più o meno alti 1/40, 1/80, 1/160, 1/320…ecc) o NEGATIVO.

L’unica informazione che possiamo ricavare da tale risultato è quella che il vostro cane è venuto a contatto con il parassita (Leishmania) e il sistema immunitario ha prodotto degli anticorpi.

E' molto importante una diagnosi precoce della malattia.

Ricordiamo inoltre che la LEISHMANIOSI è una zoonosi, ovvero una malattia che può essere trasmessa, attraverso la puntura di un flebotomo infetto ( dittero ematofago vettore della malattia) all’uomo. Molti dei farmaci utilizzati nel cane vengono ancora utilizzati nell’uomo. Sempre più spesso tali farmaci non sono più efficaci nell’uomo e questo è dovuto ad un uso scorretto dei farmaci da parte “anche” di veterinari poco aggiornati.

La LEISHMANIOSI è una malattia RARA nell’uomo, vengono colpiti esclusivamente soggetti immunodepressi, e quindi persone ad esempio sotto terapie immunosoppressive o antitumorali, ed infine persone con malattie infettive quali AIDS, cause di immunodepressione del sistema immunitario.

E’ bene rimarcare ancora che la sola positività alla sierologia non discrimina assolutamente il soggetto sieropositivo da quello sieropositivo infetto e malato, ad oggi fortunatamente abbiamo a disposizione tutta una serie di validi strumenti diagnostici per ottenere una diagnosi certa e non solo sospetta.

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